venerdì 13 maggio 2011

Prossime uscite consigliate!

In questo post comunicherò i miei consigli riguardo le serie manga la cui pubblicazione sta per essere iniziata in Italia; a titolo e autore seguiranno status di pubblicazione in patria, formato e caratteristiche dell'albo.

J-Pop:
  • Koko No Hito/The Climber; 5,90 euro; 13 volumi in corso; 12x18; con pagine a colori e sovraccoperta; SEINEN MANGA
[Storia di Yoshiro Nabeda tratta dal romanzo "L'Uomo Solitario" (vincitore del premio Naoki) di Jiro Nitta e disegni di Shinici Sakamoto (Masurao, Kiomaru)]
  • Kamen Teacher; 5,90 euro; 4 volumi conclusa; 12x18; con pagine a colori e sovraccoperta; SHONEN MANGA
[Storia e disegni di Toru Fujisawa (GTO, Shonan Junai Gumi)]

Star Comics:
  • Peace Maker; 5,50 euro, 6 volumi in corso; 13x18; con pagine a colori e sovraccoperta "effetto tela"; dal 14 luglio su ACTION 213 (testata); SEINEN MANGA
[Storia e disegni di Ryoji Minagawa (D-LIVE!!, Spriggan)]
  • The Breaker; 5,50 euro; 10 volumi conclusa; 13x18; con pagine a colori e sovraccoperta; dal 16 giugno su MANHWA (testata); SEINEN MANHWA
GP Publishing:
  • Billy Bat; 7,50 euro; 5 volumi in corso; 13x18; con sovraccoperta (la GP non specifica mai se ci siano pagine a colori, speriamo di si, visto il prezzo); volume da fumetteria (collana); SEINEN MANGA
[Storia del duo Naoki Urasawa & Takashi Nagasaki (Pluto) e disegni di Naoki Urasawa (Monster, Happy!, 20th Century Boys)]

Planet Manga:
  • The Knight Of Cydonia; ??? euro; 4 volumi in corso; ???x???; ???; (l'uscita non è specificata, il manga è infatti allo stato di annuncio); SEINEN MANGA
[Storia e disegni di Tsutomu Nihei (Noise, Biomega, Abara, Blame!)]


PS: tutte le informazioni mancanti rispetto prezzo, data di uscita e caratteristiche dei volumi non sono ancora state rese pubbliche dalle rispettive case editrici.

March Story n°2 (Storia e sceneggiatura di Hyang-Min Kim; Disegni di Kyung-Il Yang)

E' uscito dopo due mesi di attesa il secondo volume di March Story, manhwa scritto da due autori coreani ma pubblicato in Giappone da Shogakukan (per questo considerato un manga da alcuni).

Rispetto al primo numero gli episodi autoconclusivi assumono un carattere meno macabro ed inquietante (anche se avrei preferito il contrario), per passare a toni più leggeri (senza generalizzare, perchè di violenza fisica E psicologica ne ritroviamo anche in questo volume). Ciò che non scompare è la componente emozionale, che si fa sentire a gran voce anche questa volta, in modo particolare nel caso di due tra le vicende narrate, caratterizzate da una importante espressività emotiva dal carattere tragico/nostalgico (come nel primo numero, anche questa volta le vicende narrate sono riuscite a coinvolgere perfino un individuo freddo e dal cuore di ghiaccio quale io sono; ci tengo a precisare che non ho comunque pianto, cosa che non mi è mai accaduta leggendo manga/libri o guardando anime/film xD; ciò non toglie comunque a March Story la sua capacità di coinvolgimento).

I disegni sono sempre ai livelli esorbitanti del primo volume; stile interessante, volti incredibilmente espressivi, fondali e paesaggi ricchi di particolari ed in fine tratto morbido e pulito che rende tuttavia ottimamente le cupe atmosfere che caratterizzano la trama; tutti questi elementi contribuiscono a rendere March Story un'opera di altissimo livello.

Malgrado io sperassi in vicende dai toni più cupi ed inquietanti per questo secondo volume, mi trovo piacevolmente soddisfatto anche in questo caso; March Story rimane quindi un manhwa/manga (decidete voi) del quale io consiglio vivamente la lettura a chiunque.

confermo il giudizio precedente: [7/8]

Special thanks to: Hyang-Min Kim, Kyung-Il Yang, Adbarg Endell, CO2, Alessio Cazzola, Luca Greco (AKA Fresh)

Prime impressioni su Hallelujah Overdrive n°1

HALLELUJAH OVERDRIVE! (Storia e disegni di Kotaro Takata)

E' arrivato in Italia il primo numero di Hallelujah Overdrive di Kotaro Takata edito da Planet Manga con la classica edizione economica da 3,90 euro proposta anche per Naruto o Eyeshield21.
Il manga, pubblicato in patria dalla Shogakukan, è uno shonen ad ambientazione scolastica che verte sul genere demenziale/sentimentale/musicale (ho sentito che alcuni lo definiscono uno shojo, ma visti sceneggiatura e stile di disegno io non lo definirei tale). Nonostante dopo la lettura mi abbia lasciato quella classica impressione di "già visto", questo primo volume ha suscitato in me un parere più che positivo. Malgrado la sua poca originalità Hallelujah Overdrive! si è rivelato una lettura piacevole e divertente.

Veniamo alla trama; Kosame, dopo essere stato rifiutato da una ragazza il suo ultimo giorno di scuola delle medie, decide che al liceo entrerà a far parte del club di musica leggera per dimostrare alla suddetta ragazza (e a se stesso) ciò di cui è in grado. Arrivato il primo giorno delle scuole superiori deve però constatare che nel liceo che ha scelto non esiste un club di musica leggera. Fortunatamente incontra Haru, una ragazza del secondo anno che lo porta in quello che apparentemente è un club di fisica e chimica dei metalli, ma che in realtà si rivela essere il punto di ritrovo della band heavy metal "Metarika-Chan". Dopo una loro esibizione Kosame si innamora di Haru e decide di impegnarsi per diventare un musicista; questo appena descritto è il punto di partenza della trama.

I disegni sono semplici (neanche troppo curati a dire il vero, apparte per quanto riguarda gli strumenti musicali, che sono rappresentati in modo fedele e dettagliato), adatti ad uno shonen manga, come lo è anche lo stile; ora, partendo dal presupposto di non aspettarsi disegni del calibro di quelli presenti in Vagabond o qualsiasi altra opera di Inoue (capolavori grafici), di Tsutomu Nihei (cacchio se sono dei capolavori), di Shini'ci Sakamoto (che in Koko No Hito raggiunge livelli grafici superbi/divini) o ancora di Kyung-Il Yang (colui che disegna il mio adorato March Story, di cui non finirò mai di lodare le gesta tecniche), Hallelujah Overdrive presenta uno stile grafico che definirei piacevole e "simpatico/carino" usando termini poco professionali.

In conclusione, Hallelujah Overdrive è una di quelle banalità molto ben riuscite che spesso riescono ad intrattenere e a divertire il lettore (nel mio caso è successo, malgrado non sia un appassionato di commedie shonen), e nonostante sia triliardi di anni luce lontano dall'essere un must (come ad esempio Beck, o il divertentissimo Detroit Metal City in campo musicale) lo consiglio a coloro i quali fossero in cerca di una lettura leggera, fresca, divertente e poco impegnativa.

[6/7] giudizio provvisorio

Special Thanks to: Kotaro Takata, Adbarg Endell, Alessio Cazzola, CO2, Luca Greco (AKA Fresh)

martedì 10 maggio 2011

PNEUMA (Moving Mountains)

Artista: Moving Mountains
Genere: Post-Rock; Indie Rock
Etichetta: Autoprodotto

Tracklist: 
  1. Aphelion
  2. Cover The Roots, Lower The Stems
  3. Alastika
  4. Fourth
  5. 8105
  6. Bottom Feeder
  7. Sol Solis
  8. Grow On, Grow Up, Grow Out
  9. The Earth And The Sun
  10. Ode We Will Bury Ourselves
Primo album full-lenght della band americana Moving Mountains, Pneuma si presenta come un album solido e scorrevole, piacevole ed immediato ma allo stesso tempo ricercato ed intelligentemente composto.

Partiamo dal titolo; "Pneuma" significa in greco "Aria", ma non concepita semplicemente come una miscela di gas respirabilli, bensì come un "Soffio Vitale", un principio originario che dona la vita alla materia, spesso associato allo spirito o all'anima; un qualcosa di etereo ed impalpabile, ma allo stesso tempo materiale.
"Pneuma" dei Moving Mountains è tutto questo, dolcezza e potenza, impalpabilità e concretezza che vengono miscelate grazie al sapiente utilizzo di clean guitars dal suono fluido, tremolo guitars(caratteristiche del post-rock) usate con efficacia ed al momento giusto, synth dai suoni delicati ed eterei, voce solista leggermente tendente all'emo che contribuisce a rendere ancora più incisivi testi già poetici e profondi, batteria più che essenziale ma non invadente ed infine una sezione di fiati tesa a rinforzare i vari crescendo distribuiti lungo tutto l'album. La voce, da pulita e delicata passa ad assumere un'espressività rilevante con gli scream nella traccia di apertura, "Aphelion", e nei climax di pezzi come "Cover The Roots, Lower The Stems" ma soprattutto nella fenomenale closer "Ode We Will Bury Ourselves", dotata di una potenza espressiva fuori dall'ordinario.

L'album si apre sui cupi toni dell'intro "Aphelion", che dopo una partenza atmosferica ed oscura esplode con l'entrata degli scream del cantante e l'utilizzo dei fiati (oltre al coro ed al deciso cambio di marcia di batteria e altri strumenti), seguita da "Cover The Roots, Lower The Stems", forse il pezzo più concreto a livello di ritmiche e suoni all'interno dell'album (si avvicina leggermente al post-hardcore per certi versi), dotato di un climax potente aiutato nei crescendo da fiati e chitarre tremolo. Su sonorità simili è basata la terza traccia, "Alastika", anche se questa volta ci si sposta su toni più progressivi, suggeriti dalle dissonanze presenti nei riff della seconda chitarra e dai ritmi di batteria e basso (in modo alquanto bizzarro, l'ascolto del riff di apertura in funzione del titolo "Alastika", genera in me l'immagine di qualcosa di elastico teso a rimbalzare xD). L'andamento iniziale viene interrotto da "Fourth", che funge da intervallo separatorio tra le prime tre tracce ed il resto dell'album, che da qui in poi assumerà sonorità più melodiche ed eteree. Il cambio di atmosfera si percepisce in modo evidente con l'avvento del quinto brano, "8105",  che presenta un riff iniziale reso fluido dall'utilizzo delle clean guitar (la distorsione utilizzata nei due pezzi precedenti "Fourth" infatti scompare). Si tratta a mio avviso di uno dei punti più alti dell'intero album (in tutta onestà non ho trovato una singola nota stonata in questo CD, quindi questa considerazione è puramente soggettiva). Al diminuendo di fine pezzo segue "Bottom Feeder", che nonostante presenti suoni diversi da "Fourth", ha la similare funzione di stacco. Questo intermezzo strumentale ci regala due minuti e mezzo di atomsfere oniriche ed impalpabili, grazie all'utilizzo di synth dal suono soffuso ed etereo. Il sucessivo brano (acustico), Sol Solis, con la sua essenzialità e semplicità, ci riporta per un attimo al di fuori dalle sonorità dell'album, che perdurano solamente nella voce e nei synth impiegati nel bridge della canzone. Nonostante queste considerazioni, il pezzo non perde di intensità e poeticità; la vocal line abbinata ad un testo meraviglioso (dai toni abbastanza depressivi) emergono grazie al carattere scarno del pezzo, conservando l'espressività degli altri brani, anche se quest'ultima viene proposta con toni differenti. Segue "Grow On, Grow Up, Grow Out", il  brano forse più immediato a livello di melodie (soprattutto nei primi versi) ma che contiene uno dei migliori momenti dell'album. L'ultimo intermezzo presente è "The Earth And The Sun" (titolo legato ad un motivo ricorrente nei testi di quasi tutti i brani), che, con toni simili a quelli di "Bottom Feeder" funge da preambolo al gran finale del CD, "Ode We Will Bury Ourselves". Quest'ultima meraviglia (non esagero, credetemi) è dotata di una potenza espressiva assolutamente incredibile; un testo poetico e pieno di speranza e melodie forti, che difficilmente non lasciano il segno (definirle efficaci sarebbe riduttivo temo, tanto lasciano il segno) convergono in uno dei migliori crescendo che abbia mai sentito in tutta la mia, seppur limitata, esperienza musicale.

Non dirò altro in merito per paura di rovinare l'effetto che l'ascolto di questo album potrebbe sortire (ho già detto troppo); non mi rimane che consigliarlo vivamente a tutti.. Ascoltatelo, ascoltatelo e riascoltatelo; se doveste trovarvi da soli all'interno di un verde paesaggio in una fresca mattina primaverile o estiva al sorgere del sole, non esitate e ascoltatelo tutto di fila in cuffia; potreste trovare una nuova dimensione di voi stessi (come è successo a me) e riscoprire in voi una rinnovata e inarrestabile voglia di vivere..

[9/10] 
  
Someday the trees will sing: Hallelujah!            


Special thanks to:
Moving Mountains, Adbarg Endell, CO2, Alessio Cazzola, Luca Greco (Fresh)

mercoledì 4 maggio 2011

COMING SOON...

Come avevo premesso il giorno stesso della creazione di questo blog, presto mi metterò a recensire anche album musicali; i probabili primi pareri saranno su Blackfield , Blackfield II ,Welcome To My DNA (Blackfield) , Pulse (Thomas Giles) e Pneuma (Moving Mountains). Puntualizzo a priori che si tratta di 5 album di assoluta qualità, certo appartenenti a generi diversi e presentanti caratteristiche profondamente differenti; ma questi album, alcuni in misura maggiore altri in misura minore, sono sicuramente dei MUST LISTEN nel loro genere (a parer mio anche in un contesto universale, sarà perchè sono un fan sfegatato di tutti gli artisti sopracitati xD).

Per quanto riguarda i manga mi sto cimentando nella lettura di "Koko No Hito" (disegni di Shinichi Sakamoto e storia di Yoshiro Nabeda, tratta dal romanzo "L'Uomo Solitario" di Jiro Nitta), un seinen manga che si basa sulla metafora del rock climbing come ricerca di se stessi (e a mio avviso, per quello che ho letto fino ad ora, come fuga dalla realtà). Ho letto inoltre il primo volume di "Hallelujah Overdrive" di cui non farò una vera e propria recensione, ma a proposito del quale esprimerò il mio parere. In arrivo anche considerazioni sul secondo volume del mio amatissimo "March Story".

... Ok, ho promesso un sacco di roba, spero di riuscire a postare tutte le recensioni e le considerazioni a proposito delle opere riportate in precedenza.. (è un periodo un po' incasinato per via del rush finale scolastico di maggio; praticamente ci saranno più test e verifiche in questi rimanenti settimane di scuola che in tutto il resto del quadrimestre).

PS: ho inoltre in standby la visione della serie anime "Toradora!", sono fermo al 4° o 5° episodio credo, ad ogni modo appena la finirò posterò un recensione anche di quella.
                                                  
                                  "Essere o non essere, una linea tenue come la nebbia che svanisce al mattino"
(Vivi, Final Fantasy IX)

---------------> (questa frase non ho idea di cosa abbia a che fare con questo post, però citare FF IX non fa mai male XD)

lunedì 25 aprile 2011

ZOMBIE POWDER (storia e disegni di Tite Kubo)

 Zombie Powder(volumi letti 4//4)

Zombie Powder è il manga scritto (e lasciato incompiuto al 4° volume) da Tite Kubo prima del celeberrimo Bleach. Si tratta del tipico shonen manga di avventura/combattimento con ambientazioni western-futuristiche simili a quelle presenti in Trigun di Yasuhiro Nightow. Come detto in precedenza l'opera è rimasta incompiuta poco dopo essere stata iniziata quindi non ha un finale vero e proprio.
Non vi è molto da dire a proposito di questo manga, non lascia molto al lettore in quanto troppo breve e poco incisivo ma è tuttavia una lettura piacevole se siete alla ricerca di qualcosa di non troppo impegnativo.
La trama narra di Gamma Akutabi, un "Powder Hunter"(ovvero cacciatore di polvere), intento nel collezionare 12 anelli della morte che gli permetterebbero così di accedere ad un leggendario farmaco, la Zombie Powder appunto, che dona l'immortalità ai vivi e resuscita i morti. Alla sua insolita caccia al tesoro si uniranno Elwood (un ragazzo che ha perso sua sorella e vuole la zombie powder per riportarla in vita), Smith (socio e vecchio amico di Gamma Akutabi, dal passato sconosciuto) e Wolfina (gionralista scandalistica celebre nella sua città che stringe un patto con Gamma per riuscire a salvare il suo fratello minore in coma da molti anni).
I disegni sono i soliti in stile Tite Kubo, questa vota però più scarni e semplicistici rispetto a Bleach; i fondali non sono pressochè mai disegnati e i particolari di volti, corpi o qualsivoglia oggetto sono spesso inesistenti o molto approssimativi. Lo stile può piacere come no, è puramente una questione di vedute personali (personalmente io lo preferisco rispetto a quello di altri shonen, come ad esempio One Piece, che presenta tuttavia una ricchezza di dettagli nettamente superiore a quella presente in Zombie Powder o Bleach).
I combattimenti sono apprezzabili ma non eccelsi e le scene comiche, presenti in buona quantità, riescono ogni tanto a divertire il lettore.

In conclusione consiglio questo manga solo ai fan di Tite Kubo o a coloro i quali fossero alla ricerca di una lettura simpatica e poco impegnativa; rispetto a Bleach ha comunque il pregio di non protrarsi in eterno.

Voto [6]               
Special Thanks to: Adbarg Endell, CO2, Alessio Cazzola e Tite Kubo

lunedì 4 aprile 2011

CORREZIONE STRAFALCIONI (PRESENTI NELLA RECENSIONE DI ''MIRAI NIKKI'')

Nella recensione del manga ''Mirai Nikki'' di Sakae Esuno mi ero sbizzarrito a mettere in evidenza i numerosi difetti di quest'ultimo, commettendo ad un tratto un errore non da poco (un bello strafalcione, per l'appunto). Se ben ricorderete infatti, avevo definito il personaggio di Deus Ex Machina un mero frutto dell'immaginazione del protagonista, Amano Yukiteru, e in quanto tale ingiustificatamente abile di manipolare la realtà a suo piacimento. In realtà (come mi viene fatto notare da un mio illustre collega), Deus esiste eccome come entità assoluta (come dio del tempo e dello spazio) ed è grazie ai suoi poteri che può manifestarsi nell'immaginazione del protagonista, che a causa dell'abitudine lo identifica come amico immaginario. Riporto qui il preciso dialogo nel quale questo punto viene chiarito:
  • Yukiteru: Deus, non sei solo frutto della mia immaginazione come dio del tempo e dello spazio?
  • Deus Ex Machina: Se sono un dio, non credi sia possibile per me vivere nella tua immaginazione?
E in effetti la questione è resa ''chiara'' in queste due battute; Deus risulta esistere come dio del tempo e dello spazio che si manifesta nella mente di Amano Yukiteru proprio grazie ai suoi poteri di divinità.
Anche dopo aver subito un tale smacco (anche per motivi di orgoglio personale) non ritiro la mia accusa a questo manga di essere poco convincente sin dal principio, sempre tenendo conto che si tratta della mia personale e modesta opinione.

[ATTENZIONE! SPOILER]
Il personaggio di Deus (che risulta tutt'altro che onnipotente) presenta infatti molteplici altre debolezze. Non si capisce per esempio perchè un dio (che per definizione dovrebbe essere onnipotente ed eterno) debba mettere su un tale teatrino di combattimenti per eleggere un suo successore (un essere immortale non ha bisogno di eredi, in quanto apparentemente non morirà). Inoltre, verso la fine del manga Deus in effetti muore, e con lui il mondo (come si scopre nel manga si tratta di una seconda realtà creata dal salto a ritroso nel tempo che Yuno aveva operato una volta diventata dio nella realtà originaria), e Yukiteru ne il diventa il successore; gli eventi subiscono in seguito una sorta di flashforward, presentandoci Yukiteru nelle vesti di dio ben 10.000 anni dopo, ora, nonostante la durata della vita di un dio nel contesto di Mirai Nikki non sia specificata, Amano sembra per nulla intenzionato a ripetere la simpatica procedura di Deus per trovare un successore e non fa altro che piagnucolare per la morte di Yuno (da ben 10.000 anni.. ebbene si). Ciò porta a domande del tipo ''peeerchè Deus si è consumato insieme alla sua realtà e Yukiteru rimane a vegetare da tempo immemore???'' (forse perchè non c'è una realtà da consumare? no, questa ipotesi risulta da subito improbabile in quanto fu la morte di Deus a determinare quella del mondo e non il contrario). Inoltre il lieto fine(lasciatemelo definire patetico e forzato, niente più di un espediente per non deludere coloro che speravano nel coronamento della felicità dei due protagonisti) lascia presagire che i due fortunati (Amano del secondo mondo e Gasai del terzo) passeranno l'eternità insieme, senza dover morire o eleggere alcun successore; il chè torna a mettere in dubbio la struttura di fondo su cui si basa l'intera vicenda.
Un altro aspetto a me incomprensibile è rappresentato dalla vicenda di Deus e Murumuru (il/ la suo/sua servitore/servitrice). Deus viene infatti truffato (per non dire fottuto) dal Murumuru della prima realtà, che insieme a Yuno riesce a monopolizzare il gioco per eleggere il suo successore, mantenendo così indirettamente la posizione di dio (attraverso Yuno). Deus viene quindi rappresentato come il babbeo di turno (proprio come Yukiteru) che funge da zerbino per il suo servitore (proprio come Yukiteru... ancora! che diventa lo zerbino di Yuno). La cosa più singolare e stupefacente è tuttavia il fatto che Murumuru riesca a sopravvivere al suo padrone in ognuna delle realtà createsi con i salti indietro nel tempo! (non dimentichiamoci che si parla di un vero e proprio DIO, che viene così degradato ad un livello sottostante rispetto a quello del suo servitore, il che è semplicemente ridicolo oltre che insensato).
[FINE SPOILER]

Saranno la mia abitudine o la mia percezione, ma io in questo manga non riesco a trovarci nulla di buono, manco a scavarci dentro con la trivella! SI TENGA CONTO CHE SI TRATTA COMUNQUE DELLA MIA PERSONALE OPINIONE, CHE (GRAZIE A DIO) NON SEMPRE CORRISPONDE ALLA REALTA' DEI FATTI (soprattutto in questo caso, nel quale l'apprezzamento di un qualsivoglia manga è puramente soggettivo)

Special thanks to : Adbarg Endell, Sakae Esuno(autore/autrice del manga che alla fine della recensione mi sono dimenticato di ringraziare)

PS: Ah! Confermo comunque il voto precedente! [2]